Non c’è parola
che io non comprenda dei tuoi silenzi,
quando un’ombra cala sul tuo viso,
nuvola passeggera
che il vento dei miei baci respinge.
Ti osservo mentre vivi la tua giovane età,
muoverti con sicurezza nell’insicurezza,
imporre risposte nel dubbio incalzante.
Tu non temi se non la tua inoperosità,
quando i miei turbamenti vorrebbero tutto distruggere,
ma tu paziente, dopo ogni tempesta,
ti chini umile a raccogliere i pezzi.
Non c’è parola
che tu non comprenda nel mio farneticare.
Tu costante come una roccia battuta dal mare,
io mutevole come l’onda capricciosa,
sfidiamo ormai il destino
nell’intreccio fatale della nostra esistenza.
Nei tuoi silenzi, nei miei deliri,
un’unica verità: amarsi.
Novembre 9, 2007...10:24 am
Non c’è parola
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E' il mio dirimpettaio.
Un personaggio immaginario che incarna il qualunquismo dell'italiano medio. Supponente, tuttologo e benpensante, passa la sua giornata affacciato al balcone ad osservare la vita che scorre. Anche la mia...




















3 Commenti
Novembre 9, 2007 alle 11:30 am
Dite la verità, non è una poesia bellissima?
Novembre 9, 2007 alle 5:39 pm
Concordo.
Una poesia davvero molto bella.
Novembre 11, 2007 alle 9:49 pm
Grazie… arrossisco…

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