Dicembre 10, 2007...5:48 pm
Per ricordare Massimo Troisi
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La notizia della morte di Massimo entrò nelle case napoletane come un improvviso vento gelido, portando con sé sorpresa e dolore. Sorpresa perché della sua discreta esistenza privata poche notizie erano trapelate sulle estreme condizioni di vita, dolore perché scomparendo Massimo, ognuno di noi si sentì privare di un fratello caro e dolce, che con la sua malinconica ironia sapeva interpretare bene una delle anime più antiche del napoletano…. [CONTINUA]
Tratto dal mio articolo pubblicato oggi su Portanapoli.

E' il mio dirimpettaio.
Un personaggio immaginario che incarna il qualunquismo dell'italiano medio. Supponente, tuttologo e benpensante, passa la sua giornata affacciato al balcone ad osservare la vita che scorre. Anche la mia...




















8 Commenti
Dicembre 10, 2007 alle 7:52 pm
“La notizia della morte di Massimo Troisi entrò”….
raggelò anche me
Sì, provai tanta tristezza, la sentii una perdita, mi è mancato.
Lo hai detto, malinconica ironia, i ricordi sono innumerevoli…. ho letto il tuo articolo Nevia.
grazie per averlo ricordato.
g.
Dicembre 10, 2007 alle 8:43 pm
Ma il padreterno non poteva prendersi un altro?? Mica è fesso lui…
P.s. Sono un po’ di settimane che ti seguo in silenzio e volevo farti i complimenti per il blog, veramente bello…
Dicembre 11, 2007 alle 6:07 am
Il postino, suo ultimo film, è davvero un Capolavoro di Poesia…
Dicembre 11, 2007 alle 10:09 pm
Ciao Nevia:). Ho già letto l’articolo sul blog di Massim e ho lasciato un commento.
Voglio comunque ringraziarti anche qui. Troisi è stato un grande e i grandi continuano a vivere nella memoria collettiva.
Hai saputo trovare parole ed espressioni dense di significato con la sensibilità e l’intelligenza che mi hanno conquistata da subito!
Un grande abbraccio!
Dicembre 11, 2007 alle 10:17 pm
Dimenticavo… ho segnalato il post in sidebar su Websomethingelse.
Baci
Dicembre 12, 2007 alle 5:58 pm
Che rabbia, oggi che avevo più tempo non riuscivo ad aprire il tuo blog. Spero ti faccia piacere sapere che qui, nel profondo nord, Troisi poteva essere non sempre capito nel suo dire (specie dalle persone anziane) ma certo è stato compreso e talmente amato che ancora oggi lo citiamo riprendendo qualcuno dei suoi “logici” ragionamenti e impareggiabili battute.
Quando diedero “il postino” (che vidi due volte) per due volte, al termine e mai per nessun altro prima, quel lungo applauso ancora mi chiude la gola. Grazie per averlo ricordato in questo modo e per la citazione a “Non ci resta che piangere”. Ti abbraccio.
Dicembre 12, 2007 alle 8:28 pm
Fa piacere leggere i vostri commenti. Li leggo e li rileggo con la soddisfazione di avervi trasmesso delle emozioni. Vi ringrazio tutti, ma proprio tutti, con affetto. E’ bello scrivere e pensare che persone sensibili come voi possano attraversare le mie pagine in punta di piedi e lasciare una scia della loro presenza. D’ora in poi, di sicuro più di prima, avrò un pensiero rivolto a voi, quando scriverò.
Dicembre 13, 2007 alle 6:59 pm
Questa frase suona quasi come una preghiera
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