Gennaio 31, 2008...11:41 am
L’arte della gentilezza
“La mia religione è molto semplice. La mia religione è la gentilezza”. Dalai Lama
Chi di noi, caro Professore, non sperimenta quasi quotidianamente almeno un caso di prepotenza o scortesia da parte del suo prossimo? Le racconto un fatto banale, ma sintomatico, uno di quei casi su cui si deve solo sorridere, per non indignarsi sempre. Immagini un Oviesse qualunque, io vado dalla cassiera e chiedo se c’è un bagno (ci sono sempre all’Oviesse, io ho un’ottima esperienza di bagni). La tizia sotto i 50, tutta tirata a lucido mi risponde: sì, vada di sotto (intendendo il piano interrato). Io incalzo, conoscendo la prassi: mi dà la chiave? E lei mi risponde, infastidita che io sia ancora lì a rubarle il suo prezioso tempo: ma quale chiave! Non c’è nessuno di sotto…
La pazienza è la virtù dei forti… così anche questa volta ignoro la provocazione… Però, mi chiedo, Professore, dove sta scritto che una persona gentile ed educata quale io mi reputo debba sempre incassare in questa mondo di sclerati?
“Gli italiani stanno male”, mi sento sempre dire, ma non si starà esagerando con questa storia che solo perché uno non arriva a fine mese ha il diritto di essere nervoso e maleducato? Anche perché anche io sono fra quelli che non arriva a fine mese… ma non per questo me la prendo col primo che capita! Sa che penso? Che noi italiani dovremmo cominciare tutto daccapo, compreso ripetere (imparare) le regole delle buone maniere.

E' il mio dirimpettaio.
Un personaggio immaginario che incarna il qualunquismo dell'italiano medio. Supponente, tuttologo e benpensante, passa la sua giornata affacciato al balcone ad osservare la vita che scorre. Anche la mia...




















7 Commenti
Gennaio 31, 2008 alle 1:53 pm
Purtroppo il confronto con i cafoni è all’ordine del giorno… Ed ogni volta basta poco per notare la differenza incolmabile che li sapara dalle persone educate…
Gennaio 31, 2008 alle 1:55 pm
Mi trovi completamente d’accordo con questo post, e del tutto catturata dalla bellissima frase del Dalai Lama.
Oggi c’è una pericolosissima deriva secondo cui “l’educazione” (la “buona” educazione, of course) è una sorta di imprigionamento formale e non spontaneo della personalità. Quindi, la “cattiva” educazione prospera nel nome della “creatività” individuale, della presunta libertà di parola e d’azione, dell’ignoranza salvatica e autocompiaciuta…
… che ho sempre pensato che un ‘grazie’ e un ‘prego’ e un cedere il passo o fare un sorriso o alzarsi per lasciare il posto ad un suora sul tram siano gesti che costano niente, e pagano tanto…
V
Gennaio 31, 2008 alle 2:44 pm
I cafoni sono da per tutto, ma nelle macchina l’essere umano italiano da il peggio di se!!!!
P.s. Spero che non hai acquistato nulla in quel oviesse qualsiasi…
Gennaio 31, 2008 alle 7:24 pm
La gentilezza non abita più qua. E rimetterla in circolo sarà dura. Essere gentili coi cafoni è un primo passo.
Febbraio 1, 2008 alle 7:02 pm
“Essere gentili coi cafoni”… io sono sempre gentile, ma a tutto c’è un limite…
Febbraio 4, 2008 alle 12:55 pm
Con i cafoni è impossibie essere gentili..
Febbraio 8, 2008 alle 2:22 pm
Il giorno che oscureranno un bel pò di televisioni italiane (direi quasi tutte) si potrà cominciare a sperare nel recupero di valori antichi(!) come gentilezza, cortesia, garbo…
E’ interessante confrontare una qualunque trasmissione politica o sportiva trasmessa dalle reti italiane con simili programmi tedeschi o inglesi…
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