Febbraio 10, 2008...7:09 pm

Come se fossi…

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Caro Professore, mi segua bene! Esiste una strategia nell’ambito delle cure psicologiche di disturbi comportamentali che prende in considerazione la possibilità per un paziente di risolvere un problema, prefiggendosi piccoli obiettivi da raggiungere, prima di arrivare a quello grande e finale. Considerando che fare un grande salto può spaventare di più che farne uno piccolo, gli esperti del campo suggeriscono di prendere in considerazione dei passaggi intermedi e non troppo veloci per arrivare alla soluzione di un problema… così se una ragazza, per esempio, ha un disturbo da isolamento, può provare a pensare come si comporterebbe in una data circostanza se fosse  una persona estroversa e simpatica… e in quel “se fosse” provare giorno dopo giorno a compiere una piccola azione, la più semplice, che in quella nuova veste potrebbe compiere. Il principio è: come delle piccole cose possano portare a fare la cosa grande… A prescindere dalla efficacia o meno della strategia, la questione mi ha incuriosito e da quando ne ho preso atto mi diverto a immaginarmi come se fossi… esplorando tutte le possibili risorse che la mia mente mi fornisce. Pensi che anche a scuola ho provato a verificarne gli effetti sui miei alunni con sorprendenti risultati. Obiettivamente, non so quanto questo metodo possa essere efficace, però è impressionante esplorare i meandri segreti del nostro inconscio e a volte scoprire che oltre noi stessi, il carattere, le psicosi e le nevrosi, esiste una pur minima possibilità di essere e divinire altro. Come dice Professore? Esatto! Proprio come diceva il buon Aristotele: la cosa migliore è cambiare.   

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