Marzo 29, 2008...3:23 pm

L’Italia triste

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Buon pomeriggio, Professore, che fa? Guarda la tv? Ma lasci stare, che poi si intristisce… perché? Ma meglio che non parlo… poi mi dice che sparlo sempre della televisione italiana… Ma Professore mio, abbia pazienza, non se ne può più… si va dal demenziale puro alla disperazione totale. Certo, disperazione, dolore, tristezza a PALATE, direbbe qualcuno… ma lei non si è accorto di quanta spettacolarizzazione del dolore c’è ormai in giro? Il nostro giornalismo poi sembra goderci nel soffermarsi sui particolari macabri e drammatici di tante vicende… pensi che qualche pomeriggio fa, per caso, mi sono imbattuta in una trasmissione della rai in cui la D’Eusanio intervistava una signora che ha raccontato per più di un’ora la drammatica scomparsa del figlio… ero perplessa e meravigliata. C’era una musichetta in sottofondo che si ripeteva all’infinito e accompagnava le parole sofferte e a volte sussurrate della donna, mentre la celebre giornalista sembrava ad arte provocare, con domande a mio avviso di poco tatto, la tanto attesa lacrima. Ma la dignitosa madre ha retto per più di un’ora e non ha mai ceduto alla tentazione, almeno fino alla fine, quando forse per liberarsi dalla troppa tensione rievocativa ha lasciato intravedere le lacrime sul suo volto. Ma che senso aveva? Mi domando? Perché accanirsi a interrogarsi sul dolore di una madre che non vuole accettare l’assurda morte del figlio? Ma andiamo oltre. Vogliamo parlare di Ballarò che ormai propone in ogni puntata un repertorio fisso di TERRIBILI domande sul futuro degli italiani? Guardi, non voglio aggiungere altro… le dico solo che perfino l’unica soap che io seguo, Un posto al sole, che mi divertiva e mi faceva sentire a casa, da qualche mese non si riesce più a guardare, per quanto sia diventata pesante e triste… che le devo dire più? Che dice? Torna a vedere le televisione? Va be’, come lei vuole… con permesso…

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